
Riccardo Sartoris nasce a Torino il 3 gennaio 1940, figlio di Antonio e Vottero Quaranta Ernesta.
Il fratello Sergio nasce a Pessinetto (To), il 25 Maggio 1941.
Il padre esercita attività di autotrasportatore con prevalenza sulla tratta Torino-Valli di Lanzo, la madre è casalinga.
Trascorre l'infanzia a Pessinetto, luogo di residenza storica del padre, quindi località d'origine.
Dopo le scuole elementari l'istruzione post-elementare presenta alcune difficoltà logistiche, anche stante il periodo dell'immediato dopoguerra.
Nel 1951 viene ospitato al Collegio Artigianelli dei Padri Giuseppini del Murialdo di Torino e iscritto alla scuola professionale per elettromeccanici.

Nel 1954 al termine del corso di tre anni ottiene il diploma di operaio specializzato in Elettromeccanica.
Rinuncia ad entrare nel corso allievi Fiat e si iscrive alla scuola tecnica commerciale Tommaso d'Oria di Ciriè per conseguire il diploma relativo al termine del biennio di ulteriore istruzione.
Nel 1955 partecipa ai campionati studenteschi di atletica leggera nella specialità del salto in alto e, in seguito, entra a far parte del Gruppo Sportivo Fiat vincendo i Campionati Italiani.

Nel 1956 dopo aver studiato la materia integrativa del latino, in particolare per potersi iscrivere come si è iscritto, all'Istituto Offidani di Torino, al terzo anno del corso per ragionieri, al termine del quale, si iscrive all'Istituto Tecnico Commerciale Germano Sommeiller, conseguendo, nel 1959, il diploma di ragioniere.
Frequenta poi la scuola di amministrazione industriale Pacces
Nel 1962 previa pratica professionale biennale svolta presso lo studio Romeo, partecipa all'esame di stato necessario e si iscrive all'Albo dei Ragionieri Commercialisti di Torino.
Nello stesso anno inizia l'attività professionale in proprio a Torino e Pessinetto.

Nel 1964 viene eletto Sindaco di Pesinetto, rieletto nel 1970, mantiene l'incarico fino al 1975.

Imprime all'Amministrazione un notevole dinamismo perseguendo l'ammodernamento delle strutture nella piccola comunità: edilizia abitativa, piazze, strade, edificio scolastico e municipale, fonti di lavoro (specialmente in quest'ultimo settore si rende promotore e cofondatore della Nordel Elettronica, ottiene la riutilizzazione del Cotonificio Valle Susa, chiuso nel 1955, inserendo nel sito industriale altre tre attività produttive. Quest'ultima iniziativa si rende realizzabile acquisendo la partecipazione, con esso medesimo, dell'industria Vigel e di Eugenio Grappolo in partnership. Si insediano in tal modo la Lederplast attuale, la Bolognesi e altra industria).

Nel 1971 è chiamato alle funzioni di capogruppo, per la Democrazia Cristiana, nel comitato per la formazione dell'Autorità Metropolitana di Torino.
Nello stesso anno viene eletto Presidente del Consiglio delle Valli di Lanzo e in tale sua qualità avvia due grandi iniziative: l'Ospedale Mauriziano di Lanzo (costruzione nuova sede) e Acquedotto Generale delle Valli di Lanzo con previsione di captazioni di sorgenti al vertice della Val Grande, della Val d'Ala e della Val Viù.
Nel 1973 viene eletto primo Presidente della neonata Comunità Montana delle Valli di Lanzo. Proseguendo nella sua attività comunitaria realizza le prime opere di captazione, in Val Grande, del nuovo acquedotto generale, ottiene dall'Ordine Mauriziano, l'inizio della costruzione del nuovo ospedale di Lanzo Torinese, ottiene rilevanti interventi per l'ammodernamento della ferrovia Torino-Ceres, partecipa, in stretta collaborazione con gli operatori alesi, al nuovo allestimento degli impianti scioviari di Pian Belfè di Ala di Stura, fonda con il Notaio Muzzi di Torino e il Cav. Giovanni Castagneri, la Pian della Mussa, azienda di acque minerali.
Acquisisce alla Comunità Montana la proprietà della sede di Fè, in Comune di Ceres.

Coorganizza e presiede la festa del Piemonte 1973.
Nel 1975 viene eletto Consigliere Provinciale di Torino e, per incompatibilità di legge, lascia l'incarico di Sindaco pur conservando quello di Consigliere Comunale.

Nel 1976 viene chiamato a presiedere la Delegazione regionale Piemontese dell'UNCEM, Unione nazionale dei Comuni e delle Comunità Montane.

In tale sua qualità, tra l'altro, promuove e organizza la storica marcia dei Sindaci di Montagna e il Congresso di palazzo Madama di Torino.
E' l'epoca di avvento operativo delle Comunità Montane, le popolazioni e gli amministratori manifestano euforica speranza negli effetti della legge 1101 del 1972 (istituzione delle Comunità Montane).

Nel 1980 viene eletto Consigliere Regionale del Piemonte nella lista della Democrazia Cristiana.
Chiamato a far parte della Commissioni Attività Produttive svolge azione di minoranza essendo al Governo Regionale una Giunta di Sinistra.
E' nominato membro del Comitato Transalpino Occidentale (COTRACO).
Nel 1985 viene rieletto Consigliere Regionale del Piemonte e, nell'ambito della nuova Giunta Regionale di Centro Sinistra, nominato Assessore Regionale all'Artigianato, alle Cave, alla Polizia Urbana e Rurale, al Commercio, alle Fiere e Mercati.
Durante il suo incarico, su sua proposta, vengono approvate una innovativa legge sull'artigianato piemontese e la nuova avanzata legge sul sistema fieristico piemontese.

Promuove lo sviluppo delle attività produttive anche con particolare riferimento a scambi internazionali tra coltivatori di cave.
Nel 1987 si dimette da Consigliere Regionale e, quindi, da assessore Regionale per concorrere alla elezione della Camera dei Deputati, ma non riesce ad essere eletto pur ottenendo 29.000 preferenze.
Nel 1989 viene eletto Consigliere nazionale della Democrazia Cristiana.
Nel 1992 viene eletto Deputato al Parlamento e, in tale ambito chiamato a far parte della Commissione Lavori Pubblici della Camera.

Nel 1994 a seguito delle note vicende legate a "tangentopoli" si scioglie il Parlamento e viene approvata la legge elettorale uninominale maggioritaria. La circostanza, alle successive elezioni indette nello stesso anno, determina la sconfitta dei candidati del Patto per l'Italia, cui apparteneva Sartoris.
Nel 1995 viene eletto Presidente di Expo 2000, la società chiamata allo sviluppo dell'attività fieristica nazionale ed internazionale, con sede operativa presso il Centro Fiere e Congressi del Lingotto di Torino.
Nel 1996 viene nominato anche Amministratore Delegato della stessa Expo 2000.

In questa sua attività lavora per lo sviluppo fieristico e congressuale di Torino. Durante il suo mandato le manifestazioni fieristiche del Lingotto vengono fortemente incrementate mentre anche l'attività congressuale della città conosce il massimo del suo sviluppo.
Nel 1996 nell'ambito dell'Unione Fieristica Italiana viene nominato, dai Presidenti degli Enti Fieristici Italiani, delegato per l'Italia nell'Unione Fieristica Internazionale.
Nel 1998 rinuncia ufficialmente alla conferma di Presidente di Expo 2000 in disaccordo con Regione, Comune e Fiat che decidono di liberarsi dell'attività fieristica cedendola alla Promotor di Bologna.
Durante il suo impegno Sartoris ha poi rivestito altre cariche ed attività legate alla sua professione, alla presenza politica ed amministrativa e ha sempre continuato nella titolarità, contitolarità e lavoro negli studi professionali da lui creati sia a Torino che a Pessinetto.

